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Fare sempre come Enzo Ferrari

Posted by Federica on in Il Pifferaio Magico
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Qualche sera fa ho visto un documentario su un uomo dell'800 che ha attraversato da eroe-imprenditore tutto il '900, lasciando un'eredità che ancora fa eco nel mondo. Ecco qualche consiglio per giovani imprenditori.

Oggi ho deciso di scrivere qualcosa di personale, che però regalo come consiglio a tutti i giovani e meno giovani imprenditori italiani: fate sempre di testa vostra, seguite il vostro istinto! In che senso? Intanto io sto scrivendo questo articolo con le mie mani, la mia mente e la mia memoria, senza pescare da quel mare di vomito rivomitato che sono i contenuti "scritti" dall'AI, fatti per fretta, incapacità, ignavia da gente che si avvia placida sulla via dell'analfabetismo. In totale autonomia, libertà e grazie alle mie conoscenze e alla mia volontà, sto generando un contenuto NUOVO, originale, spero utile, abbastanza provocatorio. Perchè quando la pressione mediatica, sociale e politica diventa eccessiva e spinge verso il Male, in un unico binario, bisogna decidere se aderire o sottrarsi. Oggi faccio la mia scelta e decido che gli strumenti AI non fanno per me, che al panino di McDonald's preferisco un bel piatto di pasta con una salsa fatta a mano con ingredienti freschi. Decido oggi che il mio paese possa essere nuovamente un paese libero, fecondo, fertile e innovativo - un paese di pionieri geniali e coraggiosi, come è sempre stato.

Qualche sera fa, in una televisione che ormai è piena di contenuti altrettanto rivomitati mali, ho visto un mediocre documentario su una splendida figura italiana: Enzo Ferrari. Io ricordo quando Enzo Ferrari era vivo, in primis perchè era un mio corregionale molto famoso, in secundis perchè era un grande modello di italiano che ha portato lo splendore magnifico della nostra nazione - solo con le proprie forze - a trionfare nel mondo. Chi di noi non ha mai sofferto ed esultato quando, di domenica, le Ferrari vincevano stracciando le scuderie potenti di mezzo mondo? 

Ero molto annoiata, quella sera, e con la solita amarezza notavo, cambiando canale in modo frenetico, le bruttisime serie TV fra medici, suore e delitti, che affliggono ogni sera l'animo e l'intelletto sulle televisioni pubbliche e private. Mi stupisco di chi paga ulteriori canoni mensili per vedere prodotti così brutti e avvilenti. Tuttavia ogni tanto, la RAI, perchè costretta dai generosi miliardi che elargiamo controvoglia ogni anno, produce qualcosa di interessante, di "didattico".

Il documentario su Enzo Ferrari mi ha catturato perchè proprio all'inizio ho sentito questa frase: "Il dolore è il complemento della formazione di ogni essere umano". Dato che vengo da 20 mesi non troppo facili, la frase mi è risuonata molto. Dovete sapere che Enzo Ferrari era il classico emiliano sia visionario sia pratico, sempre oscillante fra il cielo e la materia, che è una caratteristiche tipica delle mie zone. Spesso ho pensato che sia la nebbia a creare questo nesso indissolubile fra l'assolutamente immateriale e l'estremamente materiale: le acciaierie, il ferro, i motori, la terra scura, l'acqua vorticosa, i platani assassini, la malinconia estrema - oserei dire genetica - di persone abituate allo smarrimento del freddo umidissimo e del caldo umidissimo che si alternano; ma insieme a questa grevità anche la musica, la poesia, la follia, la fede, la compassione, la danza, il teatro, la socialità e il senso della giustizia più radicale della terra. Enzo Ferrari è stato il perfetto modello dell'emiliano/italiano che da solo sa fronteggiare legioni di mediocri. Incredibilmente idealista, ha saputo creare - dall'epoca dei cavalli a quattro zampe in su - delle vere opere d'arte su gomma: ha trionfato sui nazisti e sugli americani, ha trionfato sempre, fino all'ultimo dei suoi giorni. Insieme a lui, abbiamo trionfato tutti noi. La faccia di Henry Ford II mentre le tre Ferrari gli sfilano davanti sbeffeggiandolo a LeMans vale tutta la nostra cittadinanza italiana. Queste cose non vanno dimenticate, anzi: l'orgoglio italiano va rafforzato ogni giorno, perchè non si basa sulla forza, sull'abuso, sulla violenza bensì sulla creatività, sulla fertilità, sulla vera innovazione evolutiva. Tutti possono essere italiani, se dimostrano di fare questa scelta di campo.

Mi ha fatto impressione notarne la serietà ("la vita è qualcosa di serio e grande"), il severo entusiasmo, la capacità di sopportare grandi debiti e dolori enormi (la perdita del padre e del fratello, la perdita del figlio Dino, la perdita di Villeneuve e numerosi altri lutti), la fiducia cieca e assoluta per i propri operai (350 operai presi dai campi che facevano meglio delle decine di migliaia di americani in Ford o in Mercedes: grande lezione che noi italiani dovremmo tenere sempre davanti agli occhi), ma soprattutto il desiderio di fare qualcosa di NUOVO, di UNICO e di BELLO, di SFIDANTE LA FINITEZZA UMANA, ovvero di voler esplorare i limiti umani attraverso la creatività. E qui si torna a Platone e quelle idee mediterranee che ci permeano anche quando non le conosciamo. Perchè generalmente ciò che è bello è anche giusto. E le Ferrari ci affascinano perchè sono frutto dell'ingegno e delle mani di uomini e donne di grande valore.

E pensavo proprio a questi ultimi 20 anni, parlando con la mia madrina al telefono, definiti da lei: "terribili". Io direi più: "sterili" o meglio "sterilizzati". Perchè il titanismo che sta cercando di portare l'umanità alla distruzione rapida della Creazione non accetta più imprenditori come Enzo Ferrari. Probabilmente non li ha mai accettati, dato che tutti i nostri veri grandi imprenditori (da Olivetti ad Armani) sono sempre stati lasciati SOLI da uno stato nazionale esterofilo e spesso a sua volta NEMICO. E mentre Ford e Mercedes cercavano di schiacciare il genio italiano di Maranello con il supporto di tantissimo denaro, finanze pubbliche, spionaggio industriale e tante altre nefandezze, nonostante questo, ENZO FERRARI trionfava. E trionfa sempre, trionfa anche adesso. Fermatevi ad osservare un'attuale carrozza cinese di plastica piena di giocattoli elettronici inutili controllabile da remoto con dentro una enorme pila e poi posate lo sguardo su una Ferrari qualsiasi, da una Dino ad una Testarossa, potete sceglierla a caso: guardate le forme, il colore, il simbolo, ascoltatene il motore, osservate le finiture, la compostezza, l'armonia. Ecco, questa è la differenza fra il titanismo sterile privo di idee che vuole sottomettere l'umanità e il vero genio che vuole liberarla. Il fascino che subite da parte del genio italiano in purezza dev'essere il vostro punto di partenza per fare impresa.

Ho guardato con grande commozione, nel documentario, la cena dei 90 anni di Ferrari, così simile alle cene che mio nonno organizzava con i suoi fratelli, così radicalemten emiliano nella voglia di mescolare cibo, chiacchiere, amorevolezza.  Ogni vecchio emiliano si assomiglia, nella sua dignità e affabilità, al termine della vita. Non è che diventi docile, diventa solo più mite, più riflessivo, si richiude in se stesso. Il fuoco che l'ha animato per decenni si riduce a fiammella, ringrazia tutti e si accomiata con grande onore. Di solito i grandi fanno così, quando non vengono fatti fuori dal nemico prima del tempo. Perchè il nemico non ce la fa con i propri mezzi, non ce la fa nonostante gli eserciti, il denaro, la spocchia, l'abuso, nonostante LE LEGIONI di cui si serve. Riguardate la faccia di Henry Ford II sul podio vuoto di LeMans 1966, riguardate il commento manoscritto di Ferrari al contratto di acquisizione con cui Ford voleva distruggere Ferrari: scritto a penna stilografica, tranchant: "Qui non ci siamo!". Dovete rendervi conto che ci vuole molta resistenza e molta forza, ma che è assolutamente possibile fronteggiare il Male e anche vincere, ovvero trionfare. 

lemans-ferrari-vince-podio.jpg

Veniamo ai consigli.

Ferrari aveva organizzato la sua azienda su pilastri molto originali: aveva preso un terreno enorme in campagna a Maranello (MODENA) e aveva costruito una SCUOLA DI FORMAZIONE al suo interno, "per educare i contadini alla meccanica". Come diceva un suo ingegnere "qui in Emilia siamo tutti contadini". Concordo, lo siamo sempre nel cuore, anche quando non lo siamo o non lo siamo mai stati. La terra ci possiede e quando ci allontaniamo dalla terra soccombiamo. Si parla tanto di FORMAZIONE, mentre il 99% dei corsi universitari o online sono di una mediocrità assurda, vuoti, vacui, privi di sostanza e inutili, sia alla formazione personale sia al lavoro.

Una grande qualità di Ferrari era di prendere intere famiglie a lavorare, una volta si faceva: l'imprenditore si fidava in modo assoluto della sua comunità e la comunità lo ricambiava con una fedeltà certa e totale. Ma l'imprenditore come Ferrari aveva una grande qualità: sapeva mettere le persone al posto per cui erano nate, ovvero l'operaio a fare l'operaio, l'ingegnere a fare l'ingegnere, la sarta a fare la sarta, a seconda delle LORO QUALITA' PERSONALI, ovvero sapeva pesare e valutare le persone, perchè un mestiere è fatto bene quando è nelle nostre corde e le persone, attraverso il lavoro, devono trovare la propria vocazione.

A differenza di oggi, Ferrari metteva molti giovani in posti di grande responsabilità: nonostante la sua grandezza imprenditoriale e la sua fama si fossero sviluppate dopo i 50 anni (dopo aver attraversato due guerre e molti lutti), sapeva bene che la capacità e il senso di responsabilità non sono qualità dei vecchi, anzi. Metti un giovane di 26 anni a capo di una scuderia, sotto gli occhi del mondo, e avrà solo due possibilità: soccombere e riempirsi di vergogna oppure dare il meglio di sè e provare con tutte le sue forze a farcela.

E quando gli sdegnati americani e tedeschi, sbeffeggiati per decenni su ogni pista da corsa del mondo, iniziarono a chiamarlo pubblicamente "assassino" (pensate a che livello arriva la mediocrità quando non ce la fa a stare al passo con il genio italiano!), per i numerosi suoi piloti morti, lui rispondeva di essere un "creatore", non un assassino: "Toccare pure me, ma non la Ferrari". Un creatore di perfezione, di bellezza, di musica, un armonizzatore. Uno che sfidava ed invitava a sfidare i limiti della natura umana, appunto. Con tutto quello che comporta.

ferrari-emilia-romagna-mentalita.jpg

"Rischio calcolato" diceva affabilmente Gilles Villeneuve due giorni prima di morire in pista. Esattamente. 

E dunque ritorniamo ad altri consigli ai neo imprenditori: basta fare come fanno tutti gli altri! Basta passare ore su Internet a leggere o guardare contenuti rivomitati che arricchiscono piattaforme militari! Basta fare debiti per poi chiudere dopo un paio d'anni per non aver valutato bene se stessi, le proprie capacità, i propri concorrenti! Basta pensare di fare un lavoro senza avere consapevolezza di DOVER cercare la propria vocazione! Basta far conto sui soldi di babbo! Basta seguire le greggi sui binari preparati dalla grande industria per soffocare ogni forma di ingegno!

Vi troverete CONTRO in primis la burocrazia, che sono i lacci del nemico; poi vi troverete contro i poteri locali, che sono i camerieri del nemico; poi vi troverete contro il sistema fiscale, che è lo sceriffo di Nottingham del nemico; poi vi troverete contro i poteri stranieri, che odiano gli italiani che alzano la testa; poi vi troverete contro le banche, usurai del nemico; poi vi troverete contro gli inetti, che invidiano ogni anelito di libertà; poi vi troverete contro i titani industriali, che detestano che le nuove idee nascano senza che loro possano trarne profitto; e poi la lunga fila dei nemici, ad un tratto, vi sembrerà una cosa sola, perchè di fatto lo è e prende solo le apparenze e le sfaccettature singolari, essendo invece un mostro unico pensato per farvi desistere da ogni tentativo di vivere da uomini liberi. Ma è proprio lì, prima, durante e dopo, che dovete e potete resistere, perchè il nemico è solo una grande enorme illusione generata dalla paura e non ha alcun reale potere su di voi o sulle vostre idee. Hitler, Henry Ford, Agnelli, gli infiniti lutti - sono stati inviati come velenosi messaggeri contro l'ingegno italiano ma Ferrari ce l'ha fatta, perchè anche se talvolta sembra, il Male non prevale mai.

Questa nazione ha bisogno di tornare ad essere italiana nel vero senso della parola (e questo vale anche per chi ha avuto la fortuna di nascere in questo paese e di dover diventare italiano): creativa, idealista, pratica, giusta, compassionevole, sfidante, originale, sbeffeggiante, ironica, lavoratrice, spocchiosamente avanguardista, incurante dei COLOSSI TITANICI che si vogliono mangiare l'umanità tutta e gli italiani in primis in quanto popolo benedetto dal Cielo. Perchè non c'è altro modo di VINCERE che grazie alla lotta personale e quotidiana contro il Male, dentro di sè e fuori di sè. Anche e soprattutto facendo IMPRESA.

Vincere la pigrizia, vincere l'ignoranza, vincere la vanità, vincere la superbia, vincere le idee banali, vincere l'emulazione, vincere la paura, vincere l'ipnosi. E ricordarsi che FARE IMPRESA significa contemporaneamente "farsi carico di qualcosa" e "afferrare, prendere, ottenere qualcosa", ovvero un grande compito esistenziale. Seguire il proprio intuito, non farsi sviare dagli invidiosi, scoprire e seguire la propria vocazione, assumersi il rischio di farlo. E avere la consapevolezza che, se si fanno le cose a modo proprio, spesso riescono anche molto bene.

Senza fondi equity, senza troppo marketing e senza concedere MAI NULLA al nemico.

"Io non ammaino niente. Deciderà il Padreterno." - Enzo Ferrari 1898-1988

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