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Come scrivere la pagina Chi Siamo by Gianpaolo Antonante

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Siamo lieti di ospitare nel nostro blog un ottimo articolo su come scrivere la pagina CHI SIAMO di un sito Internet, scritto da Gianpaolo Antonante, un grande esperto italiano di web marketing

Come scrivere la pagina Chi Siamo senza annoiare a morte l’utente dovrebbe essere la preoccupazione di ogni azienda.
Le pagine relative al Chi Siamo sono tra le più visitate nei siti web, ma allo stesso tempo sono anche quelle che gli utenti abbandonano più velocemente.

Il motivo di questo comportamento può essere individuato nei testi noiosi e poco invitanti, che irrimediabilmente fanno perdere l’opportunità di stabilire un contatto con l’utente.

"Chi vuoi che venga a guardare la pagina ?” : questa è la frase che tanti dicono, senza controllare le analitiche. In realtà i grafici ed i dati mostrano proprio il contrario. La pagina Chi Siamo è una delle più visitate e, allo stesso tempo, una di quelle che genera il più alto tasso di abbandono.

Chi arriva dopo un’occhiata veloce esce: del resto è sempre la solita pappardella. Si parte dal lontano 199… ovviamente questo non fa altro che annoiare l’utente.

Ecco che l’azienda perde l’occasione di avvicinarsi al suo pubblico, di far crescere la conoscenza del suo brand, di coinvolgere le persone..

In particolare possiamo individuare due comportamenti che più di tutti annoiano gli utenti quando si trovano a visitare la pagina Chi Siamo di un’azienda.

PRIMO ERRORE: NO PAPIELLI. Pensare di eliminare dalle voci del menù la pagina Chi Siamo è un errore madornale: dalla startup all’azienda più vecchia, da quella sconosciuta a quella affermata, dalla piccola alla grande azienda: nessuna può permettersi di eliminare questa pagina dal suo sito.

Non sappiamo mai chi sta leggendo la nostra pagina, chi sta navigando nel nostro sito. Può essere un giornalista, un possibile partner o investitore: la pagina Chi Siamo ci da la possibilità di parlare a tutte queste persone e noi dobbiamo sfruttare al meglio questa opportunità.

Quindi la prima cosa da fare è quella di comunicare BENE con il nostro utente.

Il primo errore che la maggior parte delle persone commette è quello di scrivere “papielli”, ovvero testi complessi e incomprensibili che non comunicano proprio nulla di buono.

Questa tendenza è legata a due aspetti:

  • Si vogliono dire troppe cose, spesso ridondanti;
  • Si tende a descrivere l’azienda utilizzando concetti generici, con tante belle parole ma pochi fatti.

Per evitare di commettere ancora una volta questo errore voglio darti qualche dritta, semplice e facile da realizzare.

Prima di tutto evidenzia dal brief tutte le informazioni più importanti relativi all’azienda, alla sua struttura, alla sua storia, al target di clienti e poi stendi una bozza, quindi un testo breve, nel quale inserisci tutte le informazioni seguendo il metodo delle 5W.

Il tuo profilo dovrà essere unico, chiaro e completo: rileggi tu stesso il testo e poi fallo leggere anche al cliente. Se i vostri giudizi sono uguali, allora vuol dire che la tua pagina Chi Siamo contiene tutte le informazioni che servono.

Un esempio molto valido per scrivere questa pagina è rappresentato dal profilo aziendale di Google: dal punto di vista visual la pagina non presenta effetti particolari, ma tutto viene comunicato con chiarezza e in modo sintetico. I fatti più importanti sono riportati in un box e per chi volesse approfondire la storia di Google c’è un link specifico: insomma niente presentazioni lunghe, noiose ed interminabili.

Un’altra tendenza molto diffusa consiste nel trattare gli argomenti in maniera poco concreta.

Anche in questo caso fai affidamento al brief: qui potrai trovare tutti quei concetti e quei temi che l’azienda vuole mettere in evidenza. Alcune volte questi argomenti sono presentati in modo molto chiaro, altre volte tocca a te estrapolare i concetti chiave.

Per aiutarti metti in evidenza la parole che si ripete più volte nel brief, perché sarà sicuramente quella che indica il concetto chiave. Magari quelle parole a prima vista possono non dire nulla di specifico: tocca te riempirli di significato con i fatti.

Facciamo qualche esempio:

  • L’azienda X rispetta l’ambiente e per questo ritiene che fare innovazione è un modo per prendersi cura del mondo in cui viviamo”: questa è una frase da EVITARE.
  • L’azienda X rispetta l’ambiente e per questo ha sostituito tutti gli archivi cartacei con quelli digitali, in modo da risparmiare X chili di carta all’anno”: questo esempio è assolutamente da SEGUIRE.
  • Siamo i leader del settore”: ASSOLUTAMENTE DA EVITARE.
  • Guarda cosa dicono di noi”: DECISAMENTE SI.

SECONDO ERRORE: NO IPER-STRUTTURE.

Quando ci troviamo a che fare con un sito che contiene molte pagine, la sezione dedicata alla pagina Chi Siamo diventa un sito nel sito.

Questo per dire che l’usabilità del sito è molto importante ed andrebbe sempre verificata: compito di chi scrive i testi è quello di guidare il cliente, aiutarlo a selezionare i contenuti.

Quando si hanno molte cose da dire si tende a buttare tutto dentro e questo conferisce alla pagina Chi Siamo una struttura troppo ramificata: i contenuti diventano di difficile comprensione per gli utenti che fanno fatica ad orientarsi e perdono di vista l’argomento principale.

Al contrario devi evitare strutture di questo genere: il lettore deve orientarsi facilmente nella pagina, deve avere una pagina principale di riferimento che contiene le informazioni più importanti in modo da avere una panoramica completa sull’azienda.

Crea le pagine non per l’azienda, ma per tutte quelle persone che potrebbero visitare il tuo sito: chiediti sempre cosa vuoi che emerga della tua azienda, a quali obiettivi deve raggiungere la tua comunicazione, cerca di coinvolgerle.

Ricordati sempre che Google penalizza quei siti scadenti, di bassa qualità ed utilità, quei siti dai quali i lettori scappano a gambe levate.

Ricapitolando: no papielli e no iper-strutture: buona fortuna!

Gianpaolo Antonante - www.gianpaoloantonante.it

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