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La stampa è morta! Viva la stampa!

Inviato da il in Imprimatur - Grafica & Stampa
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Con l'arrivo di Internet, alla fine degli anni '90, sembrava che il materiale stampato fosse destinato a scomparire: solo siti web e cataloghi digitali.  Eppure ora stampiamo anche più di prima!

Abbiamo fatto un calcolo empirico: nonostante la produzione di siti web e di siti e-commerce, la stragrande maggioranza del nostro fatturato aziendale deriva ancora dai prodotti stampati. Locandine, brochure, volantini, segnalibri, calendari, blocchi, cartelline di presentazione oltre che materiale pubblicitario per interni ed esterni - ovvero pannelli, adesivi, insegne, teli in PVC, prespaziati per autoveicoli. Chi pensava che il mondo virtuale avrebbe completamente sostituito il mondo fisico, quello della carta, del cartone, della plastica, dei veicoli, ha avuto una grande allucinazione e ha provato a diffondere questa mitologia ovunque - forse ci ha perfino creduto. Ho visto molte tipografie e legatorie chiudere in questi anni, probabilmente il 70% di quelle con cui collaboravo da freelance a Firenze negli anni '90. Non le ha chiuse Internet, però. Le ha chiuse la loro incapacità di far fronte all'innovazione, di passare in modo rapido alla stampa digitale, di fornire i prodotti con rapidità, di assistere il cliente nella realizzazione del prodotto finale. Chi ha innovato, chi ha trattato il cliente con rispetto, ci ha cercato nuove carte, nuovi macchinari, nuovi prodotti, è rimasto e lavora ancora.

Quando ho iniziato a lavorare, un prodotto tipografico richiedeva un'elaborazione grafica, la produzione di una lastra, una tipografia offset e spesso una legatoria. Per avere i prodotti, spesso ci volevano fra i 40 e i 60 giorni, ovvero 2 mesi - se eri amico del tipografo! Esattamente vent'anni dopo, mi trovo davanti a clienti che non sono disposti ad attendere più di 7 giorni per avere i loro prodotti stampati (inclusa l'elaborazione grafica, la stampa e la consegna!). E questo è normale, perchè è possibile. E' fattibile, quindi perchè non farlo? I tempi lunghissimi delle tipografie erano dovuti ad un modo di lavorare obsoleto, autoreferenziale e costosissimo. Quando interi settori vengono spazzati via, talvolta, è perchè semplicemente non sono al passo coi tempi e non capiscono di doverlo essere.

Di recente mi è capitato di far visita ad un meraviglioso museo del tessuto, dove ho potuto vedere la tessitura a telaio. Uno spettacolo affascinante e magnifico, dove ogni centimetro di tela richiede ore di lavoro. Il prodotto è un tessuto raffinatissimo, con disegni antichi e filati preziosi. Tuttavia la percezione immediata è proprio quella di un prodotto museale, ovvero di qualcosa di artigianale, sublime ma talmente costoso e lento da produrre da essere in via di sparizione. Non posso dire di approvare del tutto il fatto che il mondo cerchi il prodotto a basso costo, rapido e industriale. Ma è un dato di fatto e tutto quello che viene fatto a mano diventerà sempre di più un pezzo da museo. Un prodotto industriale realizzato bene, con materiali di qualità, non è necessariamente inferiore, anzi.

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Un video molto interessante di un grande studio grafico californiano mostra di come era il nostro lavoro negli anni '80 e '90, con matite, taglierini, composizione dei font e tanti tavoli luminosi - molto lavoro manuale e faticoso. Ora, un intero studio grafico - diceva l'art director - sta in un laptop (Apple, su quello noi grafici siamo assolutamente irremovibili!). Un piccolo laptop da 1000 Euro insieme ad una buona competenza può fare il lavoro di circa 4-5 persone negli anni '80, in tempi rapidissimi. Dopo vent'anni, mi ci vuole mezz'ora per pensare, realizzare e impaginare un biglietto da visita pronto per la stampa. Se lo stampo in digitale, mi ci vogliono 40 minuti per realizzare l'intero prodotto finito. 40 minuti contro 40 giorni, per intenderci. 

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Tornando all'argomento principale, ovvero al fatturato reale, a tutte le richieste di grafica e stampa che abbiamo ogni settimana, devo ammettere che non mi stupisco tanto. Viaggiando in giro per l'Europa, torno con la valigia piena di brochure, volantini, biglietti da visita, oggetti confezionati. Chi ha visto il tramonto della stampa vent'anni fa forse ha dimenticato che ci muoviamo ancora secondo la fisica newtoniana, che trasportiamo le merci coi cargo, che abbiamo la necessità di confezionarle (e che se sono confezionate bene vendono meglio!), che ogni prodotto va etichettato, che ogni persona che entra in un negozio prende una brochure o un biglietto da visita, che ogni fiera include la distribuzione di tantissimo materiale cartaceo (e che col costo di una pennetta USB ci si stampano centinaia di brochure!) e la realizzazione di tanto materiale stampato di altro tipo.

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Come chi ha visto la fine del libro di carta dieci anni fa ha sbagliato completamente previsione (nonostante la lettura di libri elettronici, la diffusione dei libri di carta rimane principale in tutto il mondo e, anzi, è in costante aumento), la stessa cosa è capitata a chi ha visto negli schermi LCD, nei siti web e nelle pennette USB il tramonto completo della stampa. Fateci caso: le nostre cassette della posta sono piene di volantini e cataloghi pubblicitari, il catalogo dell'IKEA viene stampato in decine di milioni di copie e, davanti alla televisione col nostro coniuge, ogni sera, sfogliamo materiale di carta (volantini, cataloghi, giornali locali, posta, offerte aziendali). Andiamo al ristorante e sfogliamo il menù, andiamo in chiesa e prendiamo il santino, ci sposiamo e stampiamo gli inviti, sponsorizziamo una squadra di calcio e stampiamo maglie, adesivi, teloni in PVC, apriamo un agriturismo e ci servono brochure, biglietti da visita, cartoline. Il mondo è ancora molto fisico e la stampa lo colora, lo personalizza, lo connota.

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Dieci anni fa, quando aprimmo l'azienda, per circa un paio d'anni il numero di siti web fu superiore rispetto ai prodotti tipografici. Ho pensato per un attimo di essere come quella signora al telaio: qualcuno di bravissimo e appassionatissimo in un mestiere che stava scomparendo. Disegnare, progettare, immaginare, impaginare e creare sono i miei talenti. Cosa fai quando il mondo urla che i tuoi talenti presto non serviranno più? Beh, continui a praticarli con dedizione e passione, in attesa che la verità dimostri che c'è ancora bisogno di te.

Ora sto realizzando il packaging di una marea di prodotti gastronomici e mi sto ispirando ad opere e oggetti del Medioevo. Sono felice come una bambina, quando posso studiare "i grafici" di 1000 anni fa, perchè la loro armonia è la mia, perchè siamo fatti della stessa pasta. E anche se loro usavano i preziosi lapislazzuli dell'Afghanistan macinati ed io uso il codice Pantone 18-3949 TPX, il colore che otteniamo, il blu del cielo più puro, è sempre lo stesso.

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Hamelin Studio - Firenze

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