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Il sogno di Keplero

Inviato da il in Il Pifferaio Magico
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"Chi crede saprà aspettare" dice il profeta Isaia, suggerendo che l'unica strada verso la perfezione è la pazienza. Ognuno nella propria meravigliosa ellisse.

La teoria eliocentrica, che poneva il Sole al centro del nostro sistema, fece molta fatica ad essere accettata. Si affacciò nel Rinascimento, grazie alla speculazione filosofica di stampo neoplatonico, per poi affermarsi (nel mondo dei dotti) con Galileo (ma tanti grandi filosofi-scienziati-teologi misero una loro pietra nel corso dei secoli per ricostruire questa conoscenza). Osservare, guardare, immaginare. Solo un italiano poteva concepire un universo infinito dagli innumerevoli mondi (Giordano Bruno) e solo un italiano poteva argomentare questa teoria con la visione reale del cielo (Galileo Galilei) - è la virtù dell'immaginazione che ci rende così unici su questa Terra. Gli ebrei sono i guardiani della razza umana, gli italiani sono i suoi immaginatori.

Tuttavia ci vollero secoli prima che gli esseri umani riuscissero ad accettare (nuovamente) una visione del cosmo che poneva il Sole al centro del loro universo - dopo secoli di stelle fisse figlie di Aristotele. La teologia dogmatica della Chiesa Cattolica, frutto di un mostruoso innesto di Tommaso Aquinate in Aristotele, per lungo tempo contrastò quella che per noi oggi è una banale evidenza (ma sarebbe interessante sapere il perché la consideriamo un'evidenza: in fondo chi di noi è stato fuori dal pianeta dove poggiamo i piedi?). La maggior difficoltà, tuttavia, anche per gli astronomi dell'era moderna, fu l'accettazione delle orbite ellissoidali. L'ellisse non era considerata una forma geometrica perfetta (solo molto più tardi venne accettata l'ellissi come variante del cerchio) e pertanto non poteva essere inserita nel cosmo - che era per definizione assolutamente perfetto in quanto creazione di Dio. L'ellisse non sembrava abbastanza perfetta, compiuta, priva di errore, rigida ed ordinata, teologicamente parlando.

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Eppure l'ellisse rappresenta perfettamente anche il cammino della nostra vita, che può essere lungo, breve, può allontanarsi dal Sole fino ad un certo punto ma poi si riavvicina, può andare libero ma nel solco della propria orbita - che possiamo chiamare Fato o Destino. L'ellisse segna perfettamente il nostro costante avvicinarci e allontanarci dal nostro Creatore/Luce, in un moto continuo e difficile, doloroso e necessario, splendido e arduo. Un filosofo greco ne da questa definizione: noi siamo come cani attaccati dietro un carro; possiamo decidere se trotterellare dietro il carro e seguirlo oppure se puntare i piedi dietro di esso ed essere trascinati. Questo spiega alla perfezione il concetto di orbita. E quindi anche di Destino o di Fato, a seconda di come vogliamo chiamare il perfezionamento di questa nostra esistenza in corso.

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Questo periodo d'inverno è il periodo in cui siamo più lontani dal calore e dalla luce del Sole. Questo si può constatare ogni giorno, quando il freddo ci irrigidisce, ci indurisce le membra e la mente, quando ci chiudiamo nelle "tane" perché la mancanza di luce ci affligge e i nostri cuori sembrano immersi in una tremenda oscurità. Anche per lo spirito questo è un tempo molto difficile. Ho sempre pensato che c'è un momento in cui ogni pianeta - arrivato nel punto più lontano, freddo ed oscuro della propria orbita, stia ad un passo dal scivolare via, ad un solo passo dal distruggere in questo mondo l'ordine, ovvero il Cosmo. Ho sempre pensato che in quel punto lì, il punto più remoto dalla luce del Sole, ogni pianeta abbia la paura ma anche la tentazione di uscire dalla propria orbita e che ogni volta, debba applicare una forza potentissima dentro di sè per rimanere dentro al proprio destino.

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Nonostante tanta filosofia e tanta teologia non prevedano che quegli splendidi animali celesti abbiano un libero arbitrio, io credo che ogni creatura nell'universo abbia il potere di scegliere, perchè altrimenti non assomiglierebbe completamente al suo Creatore, che è uno, infinito, libero, onnipotente, onnipresente, mente e forma di tutte le cose visibili ed invisibili, materiali ed immateriali.

Un amico un giorno mi disse che Dio ama il libero arbitrio, poichè è la virtù che maggiormente lo rispecchia. Me lo disse come per incoraggiarmi. E credo non ci sia maggior incoraggiamento che lasciare un pianeta completamente libero nel cosmo, anche nel punto più oscuro della sua orbita, quando ormai il Sole non si vede più e tutto sembra perduto e manca solo un unico, singolo respiro per uscire dall'orbita per sempre. La libertà di scegliere, la libertà di portare a perfezionamento questa vita qui, proprio adesso, ogni giorno, ogni minuto, in cammino costante, avvicinandosi e allontanandosi dalla luce, per imparare meglio ad ogni giro a trotterellare dietro al carro del proprio Fato. Non bisogna mai dimenticare che mentre ci allontaniamo, il Sole emana la sua forza di attrazione per tirarci di nuovo verso di sé. Il Sole non ci abbandona mai, neanche e soprattutto nel momento di maggior lontananza da esso. Questo pensiero, forse, può aiutare a sopravvivere a questo mese gelido e difficile. Il Sole è sempre lì che ci aspetta, perché ama profondamente noi, suo meraviglioso e molteplice riflesso, ed il nostro libero arbitrio, specchio della sua volontà. Il Sole ci ama proprio perché non ha mai la certezza se torneremo vicino a lui oppure no. La Luce è pura libertà.

"In te mi rifugio, poichè io non sarò confuso in eterno" - Salmo 70

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