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Blog dello Studio Hamelin di Firenze

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Dall'austerity andata e ritorno: 1973 is back

Posted by Federica on in Il Pifferaio Magico
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In questi giorni pensavo al mio anno di nascita, il 1973, annus mirabilis, direbbero gli antichi: un anno di quelli indimenticabili, a livello storico, sociale, un anno tragico e formidabile insieme. Forse l'anno più "importante" dal dopoguerra ad oggi, nel bene e nel male. 

A parte le condizioni particolari della mia nascita, quello che ricordo distintamente della mia prima infanzia è il grande, generale, magnifico silenzio: per via dell'austerity energetica del 1973 (causata dalla guerra dello Yom Kippur, parole chiave sempre: Israele, Teheran, USA), nessuno usò le auto quell'anno e molti le usarono poco anche nei due anni seguenti. La città era dolcemente avvolta in questo silenzio immobile, l'aria era particolarmente pulita e le persone si spostavano camminando o con la bicicletta: nonostante la tensione internazionale e le difficoltà oggettive, umanamente parlando, molti mi parevano più sereni ed allegri di adesso - la complicatezza dei decenni seguenti ha allontanato moltissimo le persone fra loro. Del resto, l'auto è un mezzo di spostamento che isola moltissimo le persone. Ho notato con gli anni che più voglio stare da sola, nei giorni di stanchezza, più utilizzo l'auto: è un mezzo che cancella la maggior parte delle interazioni umane, innervosisce e rende anche vagamente aggressivi.

Per molto tempo, da bambina e da vera emiliana, ho pensato che la bicicletta fosse l'unico mezzo di spostamento veloce possibile. Eppure il garage di mio nonno era pieno di motociclette di ogni colore e dimensione, l'auto c'era, la FIAT 128 color polenta dai sedili in pelle nera era ben parcheggiata a fianco della casa sul ghiaino. Tuttavia, proprio a causa dell'austerity (NdR un giorno dovremo riflettere sui nomignoli della propaganda che il potere anglosassone inventa per dominarci, sempre gli stessi, declinati in vario modo), penso di essere salita su un'auto per un viaggio "lungo" solo nel 1976, quasi sicuramente per andare a godersi il freddo pasquale di Gubbio, dallo zio e dai cugini. Lo ricordo con chiarezza per via del feroce mal d'auto di quella prima volta (durato fino ai 20 anni): i miei viaggi erano tutti vissuti accoccolata sul sedile di dietro, avvolta nel mio scialle rosso, con una bambola fra le braccia e le scarpe slacciate, la maglia della nonna ripiegata a cuscino sotto la testa. I viaggi, su quelle automobili, con quelle strade, con le mille pause di una volta, erano infiniti: pause per il caffè, pause per la pipì, pause per il paesaggio, pause per il panino (fatto in casa), pause per guardare il valico, pause per passare a salutare ogni parente possibile nel raggio di 100 km (Urbino, Fabriano, Gubbio, Sigillo, Perugia, etc). Quando. qualche anno dopo, mi capitò di fare un viaggio sull'Autosole, rimasi stupefatta che ci potessero essere strade così dritte e veloci, senza soste, strade da due ore, insomma.

austerity-italia-1973.jpg

Ma andiamo insieme a ricordare cosa avvenne nel 1973, perché è molto interessante. Purtroppo molti errori "industriali" si fanno per ignoranza o per cecità volontaria: di solito le due camminano insieme, specialmente nel nostro paese. Mi è capitato di fare tante analisi di mercato in questi anni, tenendo conto della geopolitica, che è fondamentale per un paese esportatore come il nostro, eppure di rado i clienti hanno cambiato o aggiustato direzione: molti hanno preferito sfracellarsi. Purtroppo, molti politici e massoni locali corrotti sono molto più influenti di uno studio pubblicitario locale e li hanno deliberatamente condotti verso grandi disastri: del resto, sono pagati per questo. Se penso a quanti ho sconsigliato Dubai, la Las Vegas del deserto arabo...non me li ricordo neanche! Purtroppo, chi è ben inserito nei gangli della politica locale e nazionale ha ogni interesse a perseguire i compiti di tradimento che gli sono stati assegnati: non si tratta dunque di ignoranza crassa, come spesso ci viene da pensare, ma proprio di cattiva intenzione, di strategia distruttiva, di esecuzione di ordini superiori. Se iniziassimo a considerare i nostri politici (locali, regionali, nazionali) come agenti dello straniero, cambieremmo prospettiva su tutto e forse potremmo infine risanare il nostro paese.

Ma andiamo ad analizzare il famigerato 1973. Cosa accadde di fondamentale? Analizziamo gli eventi.

Gli USA perdono clamorosamente la guerra nel Vietnam: 60.000 morti americani (dall'età media di 23 anni!) e 1 milione di morti vietnamiti oltre a 4 milioni di vietnamiti contaminati dalle armi chimiche americane. Dubito fortemente che i dati reali sui caduti americani siano quelli, ma dobbiamo attenerci all'"ufficialità". Dopo pochi mesi dagli accordi di Parigi, gli USA svalutano il dollaro, la CEE chiude i cambi. Viene spezzato definitivamente ogni legame fra il dollaro e l'oro (era Nixon).

Regno Unito e Irlanda entrano nella CEE, fatto gravissimo: si comporteranno da infiltrati per tutta la loro permanenza. Non a caso, in quell'anno, Elisabetta II inaugura un nuovo ponte a Londra: l'Inghilterra rientra in Europa per distruggerla dall'interno.

Nel '73, vince l'Oscar "Il Padrino", che inaugura una stagione culturale radicalmente anti-italiana e cerca deliberatamente di far passare gli italiani per ignoranti, mafiosi, violenti, misogini e fuorilegge, tradizione che è continuata (e concimata) fino ai giorni nostri con le serie TV come "Gomorra" et similia, che inducono i giovani alla malavita e gli italiani allo sconforto. Purtroppo, non esiste e non è mai esistita una contro-politica culturale italiana che si schieri apertamente contro questo tipo di propaganda nefasta e svalutatoria e quindi il personaggetto dell'"italiano-mafioso" si è fatto strada nel mondo sminuendo il grande valore economico e culturale della nostra nazione e del nostro popolo. Eppure, delle decine di milioni di connazionali all'estero, le percentuali dicono che ci sono operai, artigiani, ristoratori, imprenditori; fra gli ultimi 7 milioni espatriati dal 2000 ci sono medici, ingegneri, ricercatori, chimici, infermieri, fisioterapisti, consulenti, costruttori. I mafiosi, a quanto pare, stanno poco nella realtà e molto nella mente di Hollywood.

Prima telefonata fatta con un telefono cellulare: da qui parte la strategia che culminerà negli smartphone, circa 40 anni dopo. Le strategie militari sono sempre di lungo corso e ben finanziate.

Caos in tante nazioni sud-americane: Cile, Uruguay, Argentina, Bolivia, Brasile. Ma anche Grecia. Golpe su golpe, gli USA tengono al guinzaglio il mondo.

Rapimento in Italia di Paul Getty III, un passaggio fondamentale nella faida internazionale fra potentati. Perchè non si tratta mai di UNA classe contro un'altra, ma di FAZIONI in lotta fra loro e contro i popoli. Una realtà molto complessa, per il cittadino medio che ascolta l'assessore all'urbanistica locale.

Scandalo Watergate: Nixon viene eliminato politicamente dalla presidenza degli USA. Unico presidente americano a dimettersi nella storia.

scandalo-watergate-nixon.jpg

Epidemia di colera nel Mediterraneo (dopo Indonesia, India, URSS e Nord Africa). 1.200.000 vaccinati a Napoli, la vera vittima culturale, sociale e geopolitica del "batterio". Per soli 52 morti, già. 

Le due Germanie vengono ammesse all'ONU (sì, DUE Germanie, una controllata dagli USA e una dall'URSS, sempre alleate di ferro contro l'Europa).

Comincia l'era Kissinger al Segretariato di Stato americano: dopo 53 anni, non si sa ancora se sia stato il male minore o il male maggiore per il mondo. Personaggio di altissimo livello, in qualunque girone infernale lo si voglia collocare. Pochi sanno che Kissinger era tedesco, coltissimo e un profondo conoscitore di Machiavelli. Fautore della stabilità, piaceva molto ai cinesi per queste politiche di distensione che favorivano il commercio. Ha "lavorato" fino a 100 anni. Personaggio di cui studiare a fondo ogni mossa, un tessitore della trama segreto del mondo, senza dubbio.

Enrico Berlinguer si arrende alla strategia della tensione e, in seguito alla deposizione di Allende in Cile, fa il compromesso storico: il comunismo viene di fatto "disattivato" in Europa, per volontà ovviamente americana. Pochi anni dopo, Aldo Moro pagherà con la vita questo ultimo tentativo di un Italia in equilibrio fra stato sociale e liberalismo occidentale. La morte di Moro sarà il penultimo colpo magistrale inferto al nostro paese prima della bomba alla stazione di Bologna. Ci siamo sottomessi, è vero, ma a colpi di bastonate molto forti da parte del nemico - che non ci ha lasciato liberi per un solo attimo. Dobbiamo prendere coscienza di aver sofferto molto, come individui e come nazione.

6 Ottobre, scoppia la guerra del Kippur. Con uno schema molto simile a quello del 2025, ritorna il provvidenziale (per il petrodollaro) caos in Medio Oriente. Paesi coinvolti sempre gli stessi: Israele, USA, Siria, Libano, Egitto, Iran. Entrambi gli eserciti sono a digiuno per ragioni religiose (Ramadan e Yom Kippur) e quindi i soldati vengono mandati a combattere in uno stato di forte debolezza psico-fisica. Questo per far capire che di rado i soldati hanno qualche colpa e che molto spesso sono solo carne da macello sacrificale, di qualunque religione essi siano. Le guerre hanno il potere di liberarsi di grandi masse dipoveri e di sedare i tumulti prima che avvengano. 5 anni di guerra, nascita e potenziamento del radicalismo islamico (in foto qui sotto una delle donne più potenti del mondo).

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Oltre allo scandalo Watergate, il vicepresidente americano (vice di Nixon, Agnew) si dimette per uno scandalo legato all'evasione fiscale.

Aumento vertiginoso del petrolio (grazie ai paesi arabi dell'OPEC, +300%).

In Turchia viene inaugurato il ponte sul Bosforo che unisce la parte asiatica di Istanbul alla parte Europea. Un fatto molto importante, molto molto importante.

ponte-bosforo-1973.jpg

Per l'intero anno, l'Italia è funestata da terrorismo nero e terrorismo rosso: stessa matrice, la strategia è contro la nazione intera. Anni di piombo, li chiamano i narratori, anni di severa frusta, li chiamo io. Grazie allo stragismo, l'Italia subisce in pochissimi anni, e specialmente nel 1973, 140 attentati di varia natura: sequestri, eversioni, attentati aerei, assassinii. Il paese più sotto pressione di tutta Europa, come ora.

Austerity 1973: in seguito all'embargo sul petrolio (+300%), prima grande ondata di stagflazione in Europa, il governo Rumor (ad ogni era il nome simbolico del suo mini-tiranno) impone leggi draconiane sull'utilizzo dell'energia, paralizzando di fatto la nazione: il blocco domenicale della circolazione delle automobili private, la riduzione degli orari delle trasmissioni televisive, la chiusura anticipata di negozi, uffici, locali pubblici e dello spettacolo, limitazioni all'uso dell'energia per l'illuminazione pubblicitaria. Un blocco, come sempre, più psicologico che reale, ma molto efficace. Le guerre si vincono nella psiche, innanzitutto. Un tempo venivano chiamati "blocchi e limitazioni", ora si chiamano "lockdown".

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Proprio in quell'anno, il grande Lucio Battisti cantava: «Tu lo chiami solo un vecchio sporco imbroglio ma è uno sbaglio, è petrolio». L'Italia operaia e borghese da pochi anni ritorna a dorso di mulo, di cavallo, di bicicletta e trova quasi simpatico questo ritorno all'origine, che invece sarà l'inizio del neo-feudalesimo di stampo ultra-liberista. La volontà di far tornare il paese indietro nell'arretratezza non verrà compresa neanche allora, così non viene compresa adesso.

La crisi energetica del '73, però, segnò per molti il ritorno a una realtà economica molto difficile. L'industria dell'auto pagò il prezzo più alto: si passò da 1,449 milioni di immatricolazioni nel 1973 a 1,051 milioni nel 1975. La crisi cambiò la mentalità della popolazione: si diffuse una maggior consapevolezza dell'instabilità del sistema produttivo, dopo decenni di crescita, e si iniziò a capire che potevano esserci dei problemi. Con la crisi energetica del 1973 si cominciò a parlare per la prima volta di "ecologia" e "risparmio energetico" - da qui dunque partono le nuove catene del padrone, proprio dall'artefatta penuria di petrolio. Purtroppo, la rinuncia alle centrali nucleari, non renderà mai possibile l'emancipazione europea dal petrolio e dal gas.

***

Ed eccoci qui, nel 2026, di ritorno allo stesso copione di 50 anni fa, con piccole varianti. Un caro amico chiama il 2026: "Un 1973 con l'AI". L'oro è ritornato ad essere bene rifugio (i metalli in genere), gli USA sono nuovamente in Medio Oriente a difendere gli interessi di Israele (o viceversa?), l'Europa sta per subire la più grande crisi energetica dell'ultimo mezzo secolo con annessa super-stagflazione. Queste sono le similitudini. L'Iran è più attivo nel fare da partner agli USA, la Russia è il miglior alleato mondiale degli USA (come sempre nella storia, a partire dal 1917), la Cina rimane silenziosa e attenta sperando che tutto tenga, troppo acerbi per una guerra mondiale, troppo illusi di scamparla, troppo mercanti per non pensare solo a se stessi. La tenaglia attorno all'Europa, il vero centro del mondo, è riaperta e pronta a stringere, dopo 50 anni (o meglio dire 80 anni? o meglio dire 500 anni?).

Certo è che, come nel 1973, l'Italia ebbe a capo del paese Rumor e Leone, la nostra situazione politica è sempre la stessa melma, in senso letterale: per evitare reazioni o tumulti, la nazione è tenuta in uno stato fra il sopore e la tensione, fra l'addormentamento da spritz e le ferie a rischio, fra carota e bastone, spogliata un po' alla volta nella sua ricchezza duramente accumulata dal dopoguerra in poi (risparmi, terreni, immobili, industrie, brevetti, giovani, cervelli). 

Sembra che non ci sia modo di far aprire gli occhi ad una nazione dove la maggior parte degli industriali sono già scappati da tempo col bottino (e chi rimane o è un eroe o è fortemente partecipato da fondi stranieri), dove i media sono controllatissimi, dove la censura è occulta ma potentissima, dove ogni singolo potere locale è fortemente controllato da poteri esteri e corrottissimo. Come procedere, dunque? 

RIMEDI 

Personalmente non amo leggere analisi dettagliate senza soluzioni: questo è un articolo di blog, quindi non è certamente un'analisi dettagliata, per la quale ci vorrebbero 3 volumi (solo sul '73!), tuttavia voglio proporre qualche soluzione o perlomeno qualche via di sopravvivenza alla guerra con spoliazione che avanza a ritmo serrato e che vedrà il suo culmine nel 2030 e la sua asprezza fra il 2030 e il 2035.

Rimane fondamentale la via della consapevolezza individuale: studiare, conoscere, informarsi, prendere coscienza di quello che sta accadendo, ad occhi aperti, con coraggio e forza di volontà; prendere anche coscienza di se stessi, di quello che siamo, che possiamo fare, che possiamo permetterci di affrontare in questi tempi durissimi. Ciascuno può informarsi ed informare la propria famiglia e i propri amici, portando le date, i fatti, gli eventi, le evidenze come testimoni di quello che sta accadendo e di quello che probabilmente accadrà. Il grande vantaggio che i popoli europei hanno è che da 5 secoli le guerre che gli vengono fatte contro, in modo ricorrente, seguono quasi sempre lo stesso copione, solo con tecnologie aggiornate, solo con più ferocia, solo con più determinazione a sconfiggerle in modo definitivo; eppure i popoli europei, e quelli mediterranei in particolare, hanno millenni di conoscenze, di tradizioni, di prove di resistenza che sono la base da cui resistere e da cui ricominciare. Aprire gli occhi, però, rimane fondamentale. La cecità aiuta solo a soccombere.

Ci aspettano dieci anni formidabili molto simili al 1973 (e al 1943), solo con meno menzogne. Certo, gli strilloni del potere passano le giornate a raccontare stupidate in televisione, sguaiati, per distrarre il popolo dal concentrarsi su quello che sta accadendo, ma il rumore della guerra, lo stridore dei carri che avanzano, il tonfo delle bombe, la penuria, il pane fra i 6 e i 10 euro al kilo, la povertà che avanza sono già qui e, come durante il Medioevo quando si sentivano i tamburi dei mercenari battere in lontananza, si percepiscono questi passi dentro la coscienza ancora prima di vederli.

Sì, questa è la Terza Guerra Mondiale, infine, ed è costruita e combattuta su basi metafisiche e metastoriche ben prima che su cause finanziarie e geopolitiche. E durerà perlomeno un decennio a partire dal 2025, perché segue il ciclo di ogni guerra mondiale organizzata dai soliti, quindi comincia alla fine di un secolo/millennio (1892-1992), tesse la sua trama e ha un incipit simbolico di stampo sacrificale (1901-2001), miete molte vittime in fase preventiva per evitare rivolte (giovani maschi e padri di famiglia in special modo, 1914/1920-2020), crisi finanziaria mondiale (1929-2029) e poi la violenza vera e propria, quella che viene definita "l'extrema ratio", la fine dei giochi, si fa sul serio.

Nonostante la maggior parte degli occidentali abbia perso le proprie conoscenze religiose e la propria fede, in cambio di 15 giorni di ferie e poco più, tuttavia chi combatte da secoli, sia sul fronte del "Bene" sia su quello del "Male", ha le idee molto chiare di come condurre questi "cambi di paradigma". Il fine del Male è sempre l'asservimento; il fine del Bene è sempre la liberazione. Se si comincia ragionando su questi principi, già diventa semplice comprendere che cosa ci rende servi e che cosa ci rende liberi e da lì cominciare a raffinare la coscienza, giorno dopo giorno.

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Comprendere che siamo nel mezzo di un copione dalla durata di 50 anni sempre molto simile a quello precedente ci permette di cercare soluzioni, innanzitutto per sopravvivere, che è la cosa principale durante una guerra. Ricordo che il mio bisnonno tenne a casa tutti i propri figli da scuola durante i bombardamenti e così li salvò; molti, anche borghesi, anche notabili, li mandarono a scuola o all'università lo stesso, e i loro figli morirono. Ecco perché fa tanto la differenza avere gli occhi aperti e non averli: troppa cecità volontaria, in giro - come se chiudere gli occhi sulla realtà potesse modificarla o attutirla!

Sicuramente ci sono cose che non possiamo controllare, ma ce ne sono molte altre che potremmo controllare, se solo sapessimo che ci sono, che funzionano così, che possono essere disinnescate, basterebbe reagire. A Firenze la lotta dei comitati civici contro la partecipata ALIA e i suoi margini sta portando ottimi frutti, questo significa che lottare dal basso, insieme, si può, ancora, con molti mezzi. Con intelligenza, conoscenza, ragionevolezza e sfruttando gli stessi strumenti del nemico. Ecco come si fa.

Concludo questo post, citando i quattro Cavalieri dell'Apocalisse (ovvero dello "svelamento"), perché sì, la metastoria è fondamentale per comprendere cosa sta accadendo:

  • CONQUISTA - l'Anticristo galoppa sul cavallo bianco e tira una freccia per segnare l'inizio
  • GUERRA - Gli viene dato il potere di cancellare la pace dalla Terra: sangue, violenza, conflitto, odio
  • CARESTIA - Il razionamento dei viveri, prezzi esagerati, razioni di sopravvivenza, fame ma solo per i poveri ("olio e vino verranno risparmiati ai ricchi")
  • MORTE- Ha il potere di sterminare un quarto della Terra, con guerra, fame, peste e bestie feroci

Queste fasi, questi cavalieri appunto, non sono necessariamente consequenziali, perché di fatto i Quattro si allineano, poiché il ciclo di distruzione avviene tutto insieme, come fanno le onde, che partono da correnti frammentate ma che si abbattono con violenza in un colpo solo.

E' molto umano pensare di poter suddividere la guerra "in capitoli" per digerirla meglio, ma non è così: il metafisico non vive secondo il tempo degli uomini. Quando lo Spirito della Guerra impazza, ogni mezzo, ogni ferocia, ogni strategia viene messo in campo simultaneamente. E' questa la grande difficoltà da affrontare, per gli esseri umani che vivono solo nel flusso del tempo. 

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I Quattro cavalieri tornano in ogni epoca, fanno pulizia, sono spietati, mettono ordine, dopo il caos. E' un ordine che attenderemo, sperando di rimanere vivi e anche, di prosperare - tenendo gli occhi sempre ben aperti.

Lucidità, coraggio, coscienza.

(la mia prima bicicletta)

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